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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
33 anni di Rivoluzione Islamica
la Rivoluzione Islamica narrata da un intellettuale iraniano
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Considerato un mostro sacro della letteratura e quasi intoccabile (anche grazie all'aperta critica del precedente regime palesata nei suoi scritti), nel 2008 Doulatabadi dichiara che il suo romanzo Il colonnello, in gestazione fin dai primi anni del dopo Rivoluzione, è pronto per la stampa. Ma, nonostante la fama e il rispetto goduti dallo scrittore, la censura non dà l'assenso per uscita dell'opera, chiedendo numerosi interventi che Doulatabadi rifiuta di condurre. Il romanzo rimane “congelato” nella sua originale edizione in lingua persiana, ma viene tradotto in Germania, in Inghilterra e in Italia.
racconto - Roberto Moro
Parigi o cara ...
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Borges ha scritto da qualche parte che le vere città altro non sono che utopie realizzate e che le utopie sono desidsri che puoi momentaneamente (provvisoriamente) appagare. E’ una riflessione che calza nel mio rapporto con Parigi ed è forse per questo che il progetto di trasferirmi definitivamente in questa città che davvero mi appartiene non si è mai realizzato. Parigi è e rimane un desiderio che non si può appagare, un’utopia che non si sciupa mai e cresce quando sei lontano per non deluderti quando ti ricongiungi con lei. Come non ti delude il percorso che attraversa la corte quadrata del Louvre sapientemente rischiarata appena da invisibili fiaccole e immersa nel più completo, rispettoso silenzio; né mia ti potrà deludere l’attraversamento del Pont des arts, la cupola dell’Academie, e giù fino a Saint Germaine per arrivare ancora al quartiere, all’Ile Saint Louis, al teatrino che aspetta e apre la sua porta alle ore 21.
Roberto Moro
racconto d’inverno
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Nel cuore della notte, Rufus si aggira spietato ed eccitato nella sua casa. Schiude la porta dove sono ospitati i pellegrini e i loro tesori. Apre, ascolta col fiato sospeso: silenzio. Gli ospiti dormono. Tutto accade in un solo istante: una scure, due, tre, quattro colpi ben assestati nel pagliericcio che ospita allievo e maestro e si inzuppa di sangue innocente. Ora ecco: ancora lordo di orrore e di intimo piacere, Rufus deve far scomparire ogni traccia. Ci ha già pensato, ha previsto tutto. Giù nella cava è pronto il sepolcro sconsacrato delle vittime. Pietre, calce e cazzuola. I corpi martoriati vengono murati nel silenzio e per sempre. Poi su e giù, giù e su: pulizia, scomparsa di ogni possibile traccia. La notte è passata e il bottino recuperato, messo al sicuro.
Racconto - Federico Moro
Quattro storie possibili
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Guarda a destra: il muro prosegue; guarda a sinistra: ancora muro. La parete di roccia continua ininterrotta per chilometri, seguendo un percorso irregolare sul costone delle colline più alte. Oltre ovviamente non si vede nulla. Il muro va da nord a Sud a perdita d’occhio sovrastato da rare, piccole costruzioni realizzate con la stessa pietra, con un tetto lucido e spiovente. L’istantanea viene rotta dalla discussione di due anatre nascoste in un punto imprecisato del sottobosco. Il condottiero attonito si volta verso i suoi uomini e vede sui loro volti la stessa espressione di stupore e disarmo che immagina sul suo. “Che si fa?” Chiede una voce dalla folla.
Roberto Moro
Passato e futuro, bilanci e progetti
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È molto diffuso, è capitato a tutti e talvolta diviene consuetudine: una procedura oracolare di buona auspicio che ha ritmo, scadenze e ritualità ben definite. Succede di norma al volgere dell’anno o in occasione del compleanno. Dico di quella circostanza nella quale ci si piega un po’ su se stessi, si cerca il silenzio e, in solitudine, si fa il bilancio del tempo passato in vista dell’imminente futuro. È quel momento in cui ci si racconta la storia di tutta la vita, quel racconto che chiamiamo esperienza, si richiamano i ricordi i quali a loro volto richiamano le emozione e queste dettano infine i giudizi su tutto quel che accaduto è e su quanto ancora ci si può aspettare. Un momento solenne che sembra dovere presiedere alla rigenerazione del tempo stesso: bilanci e progetti, passato e futuro. Che dire di più?
Racconto di Ramius Botero
La felicità garantita, la vita immune dalle malattie, e finalmente paradiso in terra
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Si guardò ancora indietro. Con legittimo orgoglio ripensò alla fatica, alle battaglie degli anni della gioventù, all'esaltante avventura del "grande Progetto". Ricordava bene, lo ricordava sempre, il giorno e l'ora della convocazione di fronte al Presidente: lui, proprio lui era stato scelto. Trasformare la precarietà della vita su una terra posta ormai all'estremo rischio, in una opportunità di beatitudine, in un paradiso terrestre. E come non accettare? Le ore di lavoro non le aveva contate più. Il tempo passava come un fremito di eccitazione immerso nell'entusiasmo dei ricercatori e nell'ebbrezza delle scoperte che, giorno dopo giorno, i laboratori gli avevano riservato.
Ramius Botero - racconto
Le più recenti ricerche sul culto della dea Gamér
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Gli Assua furono, con ogni probabilità, una popolazione medio orientale della cui esistenza ci da notizia una edizione tardiva dell’Avesta che proprio Berto Maror, massimo esperto in filologia iranica, ha riportato alla luce qualche anno fa in occasione dell’analisi di un fondo di papiri copti persi in un luogo dell’Etiopia di cui si continua celare il nome. Pochi frammenti e difficili da interpretare. Si avanza l’ipotesi che questa tribù iranica di epoca preachemenide abbia in qualche modo costituito il nucleo originario delle cultura dell’altipiano, là dove le vette più alte delle montagne e i deserti che le circondano, non hanno mai favorito stabili insediamenti umani.
Racconto - Ramius Botero
Percepì di essere come su immensi trampoli. Altissimi trampoli e, di lì, precipitò giù ...
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Il professor Botero, ormai vecchio, vive una vita appartata, consuetudinaria fatta di orari precisi e puntualmente rispettati. A segnare il suo vecchio orologio biologico sono il giorno e la notte, sempre così. Botero di notte sogna, di giorno aspetta la notte per poter sognare. Ma vi è un sogno, che svela un intero universo. È un sogno ricorrente.
Abdourahman A. Waberi
Ecco il nuovo polo dello sviluppo mondiale
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È Asmara la capitale federale degli Stati Uniti d’ Africa. Una città ricca di grattaceli, crocevia di popoli e nazioni e condannata a un fantastico sviluppo planetario. È il volto del mondo nuovo e dell’emergenza del continente più ricco del pianeta. Il miraggio di ricchezza, benessere,democrazia, spinge le torme dei diseredati (europei, americani, asiatici) verso le spiagge africane sulle quali i clandestini sbarcano in massa.
Federico Komorov
riscoperta e prima edizione del testo a cura di Omar Al Bussolà e Roberto Moro
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Cento, centoventi anni: poco più che un istante nella storia di quattro, sei milioni di anni della nostra specie. Tre, forse cinque generazioni e siamo al capolinea, al punto nel quale ci troviamo oggi nel racconto della nostra storia nella ricerca dell’inizio e dell’origine di ogni perché. Lo scenario di questa avventura è ancora li, a portata di sguardo. Acqua e terraferma, isole che paiono generate dal mare, vento possente e brezza leggera, un sole tagliente, tramonti di fuoco e aurore di rosa, un cielo senza confini e notte grondante di infinite stelle. A ripercorrere quel brevissimo, intenso cammino si raccolgono voci lontane. Un brusio di frammenti e frantumi di discorsi è rimasto a testimoniare i cicli di questa avventura. Sono reperti fossili che solo l’immaginazione riesce a indagare.
Storia&storici è diretto da Roberto Moro
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