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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
25 aprile 2012
Istituto Lombardo di storia contemporanea
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Il Decreto legislativo luogotenenziale 22 aprile 1946 n.185 così recita all’art. 1: «A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato Festa Nazionale». Nell’articolo uno si parla espressamente di “Anniversario della Liberazione” e di “Festa Nazionale”. L’anno successivo nella seduta dell’11 aprile 1947 del Consiglio dei Ministri, su proposta della presidenza, viene presentato uno schema legislativo «...con dichiarazione di massima urgenza e con integrazione nel senso di dichiarare Festa Nazionale il 25 aprile 1947 secondo anniversario della totale liberazione del territorio Nazionale». La disposizione festiva viene ratificata, dal Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, con Decreto legislativo del 12 aprile 1947, n. 208 che nell’art. 1 prevede: «...a celebrazione del secondo anniversario della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1947 è dichiarato Festa Nazionale». Anche per il 1948 con il Decreto Legge n. 322 del 20 aprile 1948 «A celebrazione del terzo anniversario della totale liberazione del territorio italiano il 25 aprile 1948 è dichiarato Festa Nazionale».
Convegno Clio’92
Rimini 10/11 marzo 2012 - XV Assemblea nazionale
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PRESENTAZIONE

 

Lo scenario digitale che si presenta in questi anni ha investito anche la storia così come è accaduto per altre discipline scientifiche ed umanistiche in questi ultimi 20 anni. Cataloghi bibliografici e documentali on-line, archivi di documenti digitalizzati, biblioteche di testi disponibili per la lettura in Internet,nuovi paradigmi di scrittura, ambienti di e-learning per l’insegnamento e lo studio a distanza, social networks per la discussione e la condivisione di risorse tra ricercatori, sono solo alcune tra le tante possibilità che stanno cambiando la professione dello storico nelle pratiche di ricerca e produzione di saperestorico.
Anche la storia insegnata, nella scuola come nell’università, è soggetta a trasformazioni sulla spinta di queste innovazioni applicate alla didattica. Ai manuali cartacei si affiancano testi digitali e Learning Object, le lavagne di ardesia cominciano, con sempre maggiore frequenza, ad essere sostituite da quelle elettroniche ed interattive, alle ricerche in biblioteca si aggiungono quelle sui motori di ricerca come Google, i filmati digitali offerti dai network televisivi o da Youtube prendono il posto degli stessi filmati sui vecchi supporti analogici, l’insegnamento in presenza viene supportato da quello a distanza su piattaforme di e-learning. Nuovi scenari impongono quindi un ripensamento anche dei modidi insegnare e apprendere la storia.

 

Come cambiano i modi della comunicazione nella società digitale?

 

L'interrogativo coinvolge tutti e non si può dire mai concluso alla luce delle trasformazioni tecnologiche che si susseguono quasi senza tregua.
E' un processo che ci investe nella dimensione dell'esperienza individuale e della dimensione sociale, obbligandoci a riconfigurare modalità di comportamento, modelli di conoscenza e di apprendimento in relazione alla percezione della realtà che ci circonda. Si rende quindi necessaria una riflessione sulle nuove dimensioni della cultura digitale. Essa sta incidendo su tutti gli ambiti disciplinari. Anche la storia sia nella dimensione della ricerca sia in quella dell'insegnamento scolastico e universitario è chiamata a riflettere.
L'associazione di insegnanti e ricercatori della didattica della storia Clio '92 è impegnata da due anni in un percorso di ricerca e di approfondimento sul tema della storia digitale e delle sue implicazioni sulla didattica, in particolare nella dimensione della geostoria e dei beni del patrimonio.
L'appuntamento del 2011 ha avuto lo scopo di avvicinare docenti e ricercatori che seguono le attività di Clio '92 alle problematiche aperte dall'approccio digitale alla storia nel campo della ricerca e della didattica.
Nel frattempo l'interesse per la cultura digitale è cresciuto anche nella scuola. Sono state estese le azioni ministeriali del Piano Scuola Digitale per sperimentare nuovi ambienti di apprendimento. Analoga spinta è venuta dalla normativa sull'editoria scolastica che ha introdotto a partire dal 2011 l'adozione di libri esclusivamente utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet oppure mista. (cartaceo+digitale)
Questa nuova situazione impone ai docenti un'accelerazione sui temi della didattica digitale, un necessario approfondimento sulle conseguenze che essa ha nell'ambito dell'insegnamento delle discipline e una nuova attenzione alle competenze digitali che le tecnologie della comunicazione e gli ambienti di apprendimento digitali mettono in gioco.
Sono questi i temi che il convegno propone, in occasione della XV assemblea nazionale, offrendo un'occasione di riflessione in particolare sul tema delle competenze digitali in una prospettiva di integrazione nel curricolo delle operazioni cognitive di geostoria e sulle caratteristiche dei manuali digitali, sulle risorse in rete e sugli ambienti di apprendimento per valutarne la congruenza e l'efficacia rispetto al curricolo di storia .


“CLIO ‘92” Associazione di Gruppi di Ricerca sull’Insegnamento della Storia

La storia e la rete
la comunicazione digitale per un nuovo racconto delle origini.
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In un mondo trasformato dalle esponenziali possibilità comunicative offerte dalla rete e dai linguaggi multimediali, quale prospettiva ha l'insegnamento come lo abbiamo conosciuto fino a ora? E nell'emergenza di canoni realmente innovativi di e-learning, quale spazio è riservato alla comunicazione della storia? La prima risposta a queste domande si può trovare in un ambizioso progetto di insegnamento multimediale e interamente online sostenuto dalla fondazione di Bill Gates: The Big History Project, o “La Grande Storia”, si propone di innovare l'insegnamento della storia nelle scuole superiori a partire dai suoi contenuti. Si tratta di far partire il racconto della storia dal Big Bang e arrivare fino ai giorni nostri e oltre grazie agli strumenti resi disponibili dall'intera sfera del sapere umano, per cogliere nelle pieghe dell'evoluzione nostra e dell'intero universo la natura della complessità crescente che ci circonda, e formare nelle prossime generazioni gli strumenti per comprenderla. Oppure, non si tratta che di rieditare con strumenti nuovi, quelli del nostro presente e propri del nostro linguaggio attuale, l'argomento a cui la Storia ha sempre votato la sua stessa natura: il grande racconto delle nostre origini. – Matteo Landoni
27 gennaio 2012
Omaggio a Primo Levi
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“Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realttà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga” – Primo Levi
Università degli Studi di Milano
convegno - 2 dicembre 2011 - convegno
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Università degli Studi di Milano
convegno di studi


Somalia: un popoloabbandonato
un regione alla deriva?

Milano – 2 dicembre 2011-12-02
nella sala lauree Facoltà di scienze Politiche – via Conservatorio, 7

 

 

 

 

 

programma dei lavori e degli interventi

I – sessione – 9,30/12,30

 

Presiede
GIAN PAOLO CALCHI NOVATI

 

Cristiana Fiamingo
Lettura
Mohamed Aden Sheikh: “La Somalia non è un’isola dei Caraibi”

Antonio M. Morrone
La sconfitta della Somalia: dal pansomalismo alla moltiplicazione delle Somalie

 

interventi
MARCO PEDRAZZI - ROBERTO BONGIORNI

 

Matteo Guglielmo
Il conflitto somalo nel contesto regionale

 

interventi
CRISTIANA FIAMINGO - MASSIMO ZACCARIA  - ANGELO RUSCONI

Testimonianza della scrittrice KAHA MOHAMED ADEN

 

Dibattito

Conclusioni
GIAN PAOLO CALCHI NOVATI

 

II sessione - 14.30/16,30

 

Presiede
GABRIELLA VENTURINI

 

Cristiana Fiamingo
lettura
Mohamed Aden Sheikh: “La Somalia non è un’isola dei Caraibi”

Luca Ciabbarri
La società somala e l’impatto di conflitti e carestie

 

Interventi
SANDRO RAINURO - MARIANGELA BIZZARRI - GIANLUCA GROSSI

 

Marco Sioli
Dalla pirateria barbaresca alla pirateria somala


Interventi
CHRISTIAN PONTI - ALESSANDRA LANG

 

Dibattito

Conclusioni e chiusura dei lavori
GABRIELLA VENTURINI

Giornata seminariale
Casa Gramsci di Orta San Giulio 26 novembre 2011
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Casa Gramsci di Orta san Giulio riprende l’attività culturali con un Convegno su Antonio Gramsci nel 120° anniversario della sua nascita.
Il Convegno vuole ribadire l’attualità del pensiero di Gramsci, attualmente oggetto di una grande attenzione internazionale sia da destra che da sinistra e invece di una scarsa attenzione nazionale, in particolare da parte delle forze politiche che siedono in Parlamento.
E’ quindi sembrato a Casa Gramsci di dovere ribadire l’assoluta attualità del suo pensiero nei riguardi di alcuni temi decisivi del XXI secolo.
Gramsci è più che mai indispensabile perché fornisce strumenti di lavoro a quella che ha chiamato la guerra di posizione, l’unica possibile in Europa nella nostra epoca e resta soprattutto indispensabile per l’analisi della cultura di massa oggi . Da questo punto di vista sarebbe uno strumento utilissimo, per esempio, anche per l’analisi dei programmi televisivi.
E resta un esempio insuperato di come si debba lavorare nel corpo della società, nei suoi strati profondi, per conoscerne la cultura e per dare a questi strati una prospettiva di emancipazione, liberandola da scorie intollerabili (magistrale, per esempio, resta la sua analisi dei razzismi presenti nella cultura operaia e contadina del suo tempo e purtroppo anche del nostro), cosa che è possibile solo se tra intellettuali e mondo popolare subalterno vi sia costante interscambio…
Su questi e altri temi casa Gramsci si sforzerà di riflettere anche nei prossimi anni, iniziando una prima serie di riflessioni con il convegno del 26 novembre.

 

 

Il pensiero di Gramsci e il XXI secolo
Giornata seminariale organizzata dalla Casa Gramsci di Orta San Giulio

Sabato 26 novembre 2011, ore 15, 30, presso Palazzo Penotti Ubertini.

 

Le relazioni

 

Angelo D’Orsi, , Il posto di Antonio Gramsci nella storia della cultura italiana

Francesca Chiarotto, La scoperta di Gramsci nell’Italia del dopoguerra

Mimmo Boninelli, Gramsci: La città, le città

Sergio Bologna, Americanismo e postfordismo

 


presiede e coordina

Cesare Bermani

 

galleria di video

Ricordare Antonio Gramsci (galleria di immagini);
Italiani – Antonio Gramsci;

La Storia Siamo Noi - Antonio Gramsci ;

Enrico Berlinguer racconta Gramsci ;

Giuseppe Vacca: Gramsci tra Mussolini e Stalin ;

Eric Hobsbawm: Antonio Gramsci ;

Antonio Gramsci – appunti sulla rivoluzione ;

Antonio Gramsci – Odio gli indifferenti ;

quello lì, Compagno Gramsci

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150°anniversario dell’Unità italiana
Milano, 10-11 novembre 2011
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In ricordo di Alceo Riosa

Convegno in occasione del 150°anniversario dell’Unità italiana

Un’altra Italia ancora
Repubblica e minoranze nazionali al confine orientale

10-11 novembre 2011
Sala Lauree
Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano

 

 

 

 

 

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programma dei lavori

 

Saluti del Magnifico Rettore Enrico Decleva
del Preside della facoltà di Scienze Politiche Daniele Checchi

 

I sessione - 10 novembre 2011, ore 9.30
Tra rifiuto e comprensione della diversità, 1943-1947
Presiede Paolo Segatti, Università di Milano

 

Relazione introduttiva
Giuseppe Galasso, Accademico dei Lincei

Le minoranze nazionali al confine italo-jugoslavo nel quadro dell’Europa centro-orientale
Rolf Woersdoerfer, Universität Basel
Il fascismo triestino tra nazionalismo e collaborazionismo
Marco Cuzzi, Università degli studi di Milano
Resistenza e problema nazionale nella Giulia
Roberto Spazzali, Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione FVG

 

Discute: Maria verginella, Univerza v Ljubljani

 

II sessione - 10 novembre, ore 15.00
La democrazia alla prova della diversità nazionale

Presiede Ada gigli Marchetti, Università di Milano

 

Costruire un’altra storia: "La Venezia Giulia di Ernesto Sestan
Antonino De Francesco, Università degli studi di Milano
Il punto di vista del Partito comunista italiano
Patrick Karlsen, Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione FVG
Il punto di vista del Partito socialista italiano
Giovanni Scirocco, Università degli studi di Bergamo
Il punto di vista del Partito liberale italiano
Roberto Chiarini, Università degli studi di Milano

 

Discute: Marta Verginella, Univerza v Ljubljani

 

III sessione - 11 novembre, ore 9.30
Democrazia e tutela della diversità nazionale

Presiede: Milos Budin

 

Consonanze politiche e dissonanze ideologiche nel territorio libero di Trieste
Marta Verginella, Univerza v Ljubljani
La chiesa cattolica e le minoranze nazionali
Agostino Giovagnoli, Università cattolica del Sacro cuore
Processi di integrazione e questione istituzionale
Paolo Segatti, Università degli studi di Milano
L’istituzione della regione a statuto speciale
Paolo Giangaspero, Università degli studi di Trieste

 

Discute: Sen. Rolf  Worsdorfer


Tavola rotonda
1991 – 2004. Le minoranze nazionali ai confini orientali nel quadro della UE

Intervengono
GIULIANO AMATO, GIUSEPPE GALASSO, SERGIO BARTOLE, MILOS BUDIN
COORDINA PAOLO SEGATTI

 

10-11 novembre 2011
Sala Lauree
Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano


14-17 ottobre 2010
FestivalStoria VI Edizione
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Se esiste una verità della Storia – e noi siamo convinti che esista –, la valutazione dei fatti accertati e dell’operato degli individui, contiene nondimeno un ampio margine di soggettività, che può arrivare ad essere espressa sotto forma di giudizi contrapposti. Ciò si verifica in specie in relazione, appunto, alle grandi figure del passato. Di esse, si occupa la VI Edizione di FestivalStoria.
30 settembre – 2 ottobre 2010
Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
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L'esigenza di creare un'occasione di incontro e di dibattito multidisciplinare a venticinque anni, dall'ultimo convegno nazionale di studi di settore, e la decisione di costruire un sito che catalizzasse gli studiosi di africanistica, indipendentemente dai settori scientifici d’appartenenza , hanno sortito molteplici effetti positivi sull’africanistica italiana, a partire da un’intensificazione dei rapporti che è culminata nell’iniziativa di questa prossima Conferenza che veniamo a presentare: “STUDI ITALIANI SULL'AFRICA A 50 ANNI DALL'INDIPENDENZA”, che si svolgerà a Napoli il prossimo autunno. L’organizzazione è ancora in fieri, ulteriori panel verranno proposti e vi terremo aggiornati ma è soddisfacente vedere quale ricca messe di interessanti proposte in risposta alla call sia emersa sino ad ora.
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